Matrimonio in infradito - Recensione di Sara Regimenti
(da "Sentirsi come a un matrimonio in infradito", pag. 18)
E' bello, nonostante l'adolescenza sia passata da un pezzo, passare la domenica mattina cercando di recuperare la sbronza della festa della sera prima. O perdere le ore a cercare la colonna sonora della propria giornata. E non importa se la tua ragazza se ne è andata urlando e tirando calci alla porta, o se tua nonna pretende ancora di controllarti la vita. E' bello vivere così. Almeno finchè non ti rompi le palle del tuo ragazzo ma-quando-cresci che ti ha colonizzato la casa con le sue cose e crede di vivere in un videogame e tuo fratello non si butta dal terzo piano perché si vergogna di se stesso e a te tocca recuperarlo trovando dentro di te le parole più dure che hai. E' bello, insomma, finchè tutto cambia e cambi anche tu, facendo scelte vere.
E' questa la storia di Sarah, che in "Sentirsi come a un matrimonio in infradito" di Maura Cannaviello (Pagnini), in poche pagine descrive proprio quella sensazione di "inadeguatezza alla vita" che accomuna i giovani protagonisti del romanzo.
In due parole, i personaggi la spiegano così: "Benchè l'anagrafe dichiarasse la loro età adulta, loro non si sentivano preparati a prendersi delle responsabilità e a fare delle scelte che implicassero dei cambiamenti". E' un tipo di crisi tipica dei trentenni sia maschi (vedi Alta Fedeltà o i libri di Mike Gayle) che femmine (un esempio italiano è la nostra Federica Bosco). Questo perché in fondo "la vita gli dava la possibilità di lasciare tutto immutato e l'illusione che il tempo si fosse fermato ad aspettarli".
L'unica che trova un modo di ripartire, in mezzo a una folla di trentenni bloccati, è Sarah. "La città stava ancora dormendo, loro la attraversarono in silenzio, con gli occhi socchiusi, assaporando quel momento con tutti i sensi aperti come quando sei in procinto di partire per un lungo viaggio...la partenza è spesso accompagnata da un senso di tristezza nel cuore ma è anche carica di fiducia e speranza per quello che verrà! Sarah si sentiva fiduciosa". Agli altri, metaforicamente e letteralmente, non rimane che "buttarsi sul buffet". Un libro molto carino, che sembra già una sceneggiatura.
Maura Cannaviello ha un blog: http://comeaunmatrimonioininfradito.blog.dada.net/e ad aprile uscirà, sempre presso lo stesso editore, il suo secondo romanzo: "Rosa di plastica" che "parlerà di veline, di vip, di agi/disagi morali, ma anche di musica e di dj... "