Scrittori Sommersi - Recensione su Giuditta
Tutto è iniziato su Myspace, dice Simone Ghelli (uno dei fondatori del Collettivo Scrittori Sommersi), come ricordiamo anche nella prefazione alla nostra antologia del 2008 intitolata 25 racconti emersi. Era l'autunno del 2007, e un po' per gioco un po' per sfida è nato il collettivo Scrittori Sommersi.
Inizialmente abbiamo creato un blog sul quale discutere e confrontare le nostre esperienze, poiché sentivamo soprattutto l'esigenza di costruire una rete di scrittori che sopperisse ai problemi di distribuzione legati alla piccola editoria (visto che nessuno di noi pubblica con grossi nomi), ma anche di costruire un punto di aggregazione e di riferimento per tutti quegli esordienti che rischiano di farsi adescare dalle facili promesse degli editori a pagamento. Abbiamo creduto sin dall'inizio nelle potenzialità di Internet, che può trasformarsi in officina di sperimentazione ed archivio digitale utile agli editori - Internet potrebbe infatti abbattere molti costi ed evitare di stampare tutte quelle copie che il nostro mercato non riesce a digerire. Pensiamo che il futuro debba andare in questa direzione (che non significa morte dell'editoria tradizionale), e questo è il motivo per cui ci siamo affidati ad un POD (print on demand) come Lulu.
A distanza di un anno e mezzo possiamo dire di aver gettato soltanto un sassolino nello stagno, eppure sono tanti quelli che ancora ci contattano, che ci chiedono informazioni sulle nostre iniziative. Dopo una prima serie d'incontri e di presentazioni abbiamo deciso di concentrarci sull'attività del sito, dove il nostro "gruppo di lettura" recensisce libri (solo quelli che ci convincono pienamente) che siano però stati pubblicati da piccoli editori, poiché l'obiettivo resta quello di far scoprire un po' del sommerso che agita l'editoria.
Un altro progetto parallelo, che si è sviluppato negli ultimi mesi, è quello di Scrittori Precari, che vede la partecipazione, oltre che del sottoscritto e dell'altro "sommerso" Gianluca Liguori, di Luca Piccolino e Angelo Zabaglio. Si tratta di un collettivo di scrittori (ai quali si aggiunge solitamente qualche ospite a sorpresa) che gira i locali di Roma leggendo i propri lavori, preferibilmente attinenti al tema del precariato, poiché, come recita il nostro slogan,
Inizialmente abbiamo creato un blog sul quale discutere e confrontare le nostre esperienze, poiché sentivamo soprattutto l'esigenza di costruire una rete di scrittori che sopperisse ai problemi di distribuzione legati alla piccola editoria (visto che nessuno di noi pubblica con grossi nomi), ma anche di costruire un punto di aggregazione e di riferimento per tutti quegli esordienti che rischiano di farsi adescare dalle facili promesse degli editori a pagamento. Abbiamo creduto sin dall'inizio nelle potenzialità di Internet, che può trasformarsi in officina di sperimentazione ed archivio digitale utile agli editori - Internet potrebbe infatti abbattere molti costi ed evitare di stampare tutte quelle copie che il nostro mercato non riesce a digerire. Pensiamo che il futuro debba andare in questa direzione (che non significa morte dell'editoria tradizionale), e questo è il motivo per cui ci siamo affidati ad un POD (print on demand) come Lulu.
A distanza di un anno e mezzo possiamo dire di aver gettato soltanto un sassolino nello stagno, eppure sono tanti quelli che ancora ci contattano, che ci chiedono informazioni sulle nostre iniziative. Dopo una prima serie d'incontri e di presentazioni abbiamo deciso di concentrarci sull'attività del sito, dove il nostro "gruppo di lettura" recensisce libri (solo quelli che ci convincono pienamente) che siano però stati pubblicati da piccoli editori, poiché l'obiettivo resta quello di far scoprire un po' del sommerso che agita l'editoria.
Un altro progetto parallelo, che si è sviluppato negli ultimi mesi, è quello di Scrittori Precari, che vede la partecipazione, oltre che del sottoscritto e dell'altro "sommerso" Gianluca Liguori, di Luca Piccolino e Angelo Zabaglio. Si tratta di un collettivo di scrittori (ai quali si aggiunge solitamente qualche ospite a sorpresa) che gira i locali di Roma leggendo i propri lavori, preferibilmente attinenti al tema del precariato, poiché, come recita il nostro slogan,
Scrittori Precari nasce come rivendicazione della centralità della scrittura e della sua condivisione attraverso la lettura pubblica, intesa come forma d'impegno civile che sappia spezzare il ritornello della "crisi" con cui da mesi si giustificano i tagli e le disattenzioni reiterate nei confronti del mondo del lavoro, della scuola, dell'istruzione e della cultura.L'idea di Scrittori Sommersi non può essere assimilata a quella di un gruppo chiuso, poiché non è vincolata alla difesa di nessuna poetica particolare, ma proprio per questo (che da molti era considerata inizialmente una debolezza) continua a proporsi come generatore di nuovi incontri e di nuove sinergie. Sono sicuro che il nucleo forte del gruppo continuerà a resistere, nonostante i naturali (ed auspicabili) avvicendamenti, ma l'importante è continuare a impegnarsi per riportare la parola e l'ascolto, quindi il confronto, al centro del nostro lavoro. Proprio come recita un passaggio del nostro manifesto:
Gli scrittori devono tornare a ritrovarsi, a discutere, formare delle reti disseminate sul territorio e sostenersi a vicenda, devono uscire dal loro frustrato solipsismo.Noi, nel nostro piccolo, continuiamo a portare avanti questa battaglia di "sensibilizzazione", con la speranza di allargare sempre di più le maglie della rete che abbiamo gettato. E' sempre in quest'ottica che è nata recentemente una collaborazione con l'Associazione Culturale Gattogrigio, con la quale stiamo preparando un'antologia di racconti, che dovrebbe uscire a inizio estate, che raccoglierà non solo gli scritti di alcuni degli scrittori sommersi, ma anche quelli di quegli autori che il nostro gruppo di lettura ha recensito in questi ultimi mesi. Se la nostra prima antologia doveva rappresentare una sorta di biglietto da visita con cui presentarsi al pubblico, questa seconda raccolta costituirà davvero il primo frutto di un'iniziativa volta a far convergere le penne degli scrittori verso un fine comune, nel quale crede fortemente anche l'Associazione Gattogrigio, che ha dato vita alla collana dei Sampietrini, libri di piccolo formato, in copyleft, al prezzo di copertina di soli euro 2,90. L'obiettivo primario resta infatti quello della costruzione di un circuito alternativo che miri a svincolare la circolazione dei libri dalle opzioni di un mercato sempre più controllato da logiche meramente economiche. Siamo sicuri che la collaborazione con GattoGrigio, e con altre realtà simili che stanno emergendo nel nostro paese, rappresenterà un ulteriore passo in questa direzione: una strada su cui ritrovare degli scrittori e dei lettori più liberi e consapevoli delle proprie scelte.
http://rivistagiuditta.blogspot.com/2009/04/tra-scrittori-sommersi-e-precari.html