Suggerimenti per scrivere #6
Ogni singolo secondo di pellicola utilizzata deve essere strettamente funzionale allo svolgimento della scena.
Nel campo della scrittura, anche se spesso si fa grosso uso di digressioni e dettagliate descrizioni di attimi, si può applicare tale regola cinematografica ai dialoghi. Quindi possiamo dire che un dialogo non può mai essere dispersivo e fine a se stesso.
Il dialogo deve rispecchiare la caratterizzazione del personaggio (registro linguistico) e deve avere una funzione "servile" (ovvero deve muovere i personaggi e la storia verso la risoluzione del racconto (dal punto A al punto B).
I dialoghi devono essere verosimiglianti e cioè emulare un dialogo reale mentre, concretamente, devono puntare ad un obiettivo ben preciso. La verosimiglianza di un dialogo si ottiene con il registro linguistico ma, differentemente da quanto avviene nella realtà, deve avere lo scopo di mirare al passaggio di un numero X di dettagli che portano all'evoluzione del racconto, ma senza abbondare di informazioni superflue. In una conversazione reale due persone che si conoscono, difficilmente si racconterebbero in quanto sanno bene chi sono e cosa fanno.
In breve si può dire che le informazioni che si possono passare attraverso un dialogo sono principalmente di tre tipi:
-PERSONALI: il singolo modo di esprimersi ed essere del personaggio.
-INTERPERSONALI: il modo di relazionarsi con gli altri.
-AMBIENTALI: la singola situazione presente in cui ci si trova, eventi passati, progetti futuri...
Trovare il giusto mix di questi tre fattori a questo punto sta all'esigenza narrativa e a quella famosa "vena artistica" che vi porterà col tempo a stabilire se in un determinato dialogo è meglio far risaltare informazioni ambientali, personali o interpersonali.
Nel campo della scrittura, anche se spesso si fa grosso uso di digressioni e dettagliate descrizioni di attimi, si può applicare tale regola cinematografica ai dialoghi. Quindi possiamo dire che un dialogo non può mai essere dispersivo e fine a se stesso.
Il dialogo deve rispecchiare la caratterizzazione del personaggio (registro linguistico) e deve avere una funzione "servile" (ovvero deve muovere i personaggi e la storia verso la risoluzione del racconto (dal punto A al punto B).
I dialoghi devono essere verosimiglianti e cioè emulare un dialogo reale mentre, concretamente, devono puntare ad un obiettivo ben preciso. La verosimiglianza di un dialogo si ottiene con il registro linguistico ma, differentemente da quanto avviene nella realtà, deve avere lo scopo di mirare al passaggio di un numero X di dettagli che portano all'evoluzione del racconto, ma senza abbondare di informazioni superflue. In una conversazione reale due persone che si conoscono, difficilmente si racconterebbero in quanto sanno bene chi sono e cosa fanno.
In breve si può dire che le informazioni che si possono passare attraverso un dialogo sono principalmente di tre tipi:
-PERSONALI: il singolo modo di esprimersi ed essere del personaggio.
-INTERPERSONALI: il modo di relazionarsi con gli altri.
-AMBIENTALI: la singola situazione presente in cui ci si trova, eventi passati, progetti futuri...
Trovare il giusto mix di questi tre fattori a questo punto sta all'esigenza narrativa e a quella famosa "vena artistica" che vi porterà col tempo a stabilire se in un determinato dialogo è meglio far risaltare informazioni ambientali, personali o interpersonali.
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