Viaggio nel mondo della editoria online
La metà dei lettori italiani non arriva a leggere tre libri in un anno e sono soprattutto i testi scolastici a tenere alta la media delle vendite.
Questi, non sono gli unici dati sconfortanti che arrivano dalla AIE (Associazione Editori Italiani), infatti, la tiratura media di un libro in Italia, a parte rare eccezioni, come i due milioni di Io uccido o le ottocentomila di Io non ho paura, è di 4.500 copie, e la maggior parte dei libri pubblicati (circa 59.000 nel 2007) vende meno di mille copie.
L'interesse per la letteratura è in crisi? Sì, ma non da per tutto!
Le vendite dei libri su Internet segnano un +29,8%, e a preferire il canale web a quello tradizionale sono gli stessi scrittori.
A parte il "fenomeno blog" che dal biennio 2005-2006 ha generato decine di blog in carta e ossa e numerose blogstar (per l'influenza che hanno sull'opinione pubblica); sul web si trovano le novità più interessanti in fatto di scrittura e autori emergenti. Ma c'è anche chi ha già pubblicato con grandi case editrici, come Giuseppe Genna e Beppe Grillo; se non le stesse case, come Vibrisselibri, che ha un catalogo di libri esclusicamente virtuale.
Sulla scia di Lulu e Anobii, ora spuntano due realtà tutte italiane: Ilmiolibro del Gruppo Editoriale L'Espresso Spa e Pickwicki di C.10 R. Sas.
Il primo offre la possibilità di stampare un libro in pochi minuti e come su Lulu di pubblicare infinite copie o anche una soltanto (peccato per la limitazione sulla scelta della copertina e le librerie aperte esclusivamente ai libri del Gruppo L'Espresso).
Il secondo, più simile ad Anobii, è un social network con ancora qualche problema nella parte di messaggistica, ma con alcune interessanti features come "Scrivi una storia" e "Segnala un evento".
Perché il mercato dei libri sul web funziona?
Una delle conseguenze dirette della globalizzazione è stata la diffusione e condivisione dei contenuti. Per rendere il mercato sempre più aperto e accessibile, è stato necessario semplificare alcuni passaggi e ammorbidire le restrizioni burocratiche.
Un'importante salto di qualità in questa direzione, è stato fatto con la nascita delle licenze Creative Commons, che superano la vecchia concezione del copyright e salutano la nascita del copyleft.
Il copyleft permette di pubblicare e far circolare un'opera letteraria propria, senza dover passare attraverso la concessione dei diritti a un editore.
Intanto, milioni di libri stampati vanno al macero (non ultimi i centomila di proprietà dell'Unesco) o sono destinati alla polvere degli scaffali di "librerie reali" sempre più in crisi.
Soltanto la fotografa americana Cara Barer ha trovato per loro una fine più degna: li ha trasformati in opere d'arte.
Maura Cannaviello
http://crakweb.it/libri_internet,2,430.html