Editoriale Maura.it: Divagazioni semiserie intorno alla genesi del blog
I blogger crebbero, si diffusero e nacquero le prime blog star. La rete non poté più farne a meno.
All'inzio era internet: un luogo virtuale, statico e un po' triste. Poi fu il web 2.0. e la rete divenne piacevole e ospitale.
Gli utenti si riunivano in gruppi, scambiavano opinioni; non erano semplici spettatori, ma contribuivano attivamente ad arricchire lo spazio che occupavano. C'erano i fanatici dei forum, dei social network, del podcasting, ma furono soprattutto i blogger, che più di altri, crebbero e si moltiplicarono.
Come spesso accade quando un'entità prende coscienza di sé, ne scaturì una questione esistenziale: è nato prima il blog o il web 2.0.? O furono piuttosto l'uno una conseguenza dell'altro?
I Vulcaniani hanno le orecchie a punta e sono privi di emozioni; i Blogger sono autoreferenziali ed egocentrici (che caratteraccio!). Ma la rete non poteva più fare a meno di loro, tanto meno loro di loro stessi! Iniziarono a leggersi l'uno con l'altro, a scambiarsi commenti e a linkarsi. Inspiegabilmente qualche blog prese il volo in fatto di popolarità, nacquero le blog star e tutti furono interessati a conoscere le loro opinioni.
Se, ad esempio, accadeva un fatto nuovo in politica, era importante sapere come la pensava il tuo vicino di blog... I blogger, si sa, non hanno peli sulla lingua, e apprendere la notizia dalle loro pagine, era più divertente che leggerla sui giornali.
Alcuni blogger furono intervistati alla radio, altri invitati in seconda serata a trasmissioni televisive e la loro ascesa non sembrava avere mai fine.
Venne persino tracciata una mappa della blogosfera, come un atlante digitale di nuove realtà emerse dalla rete, e tenuto un registro di blogger (per conoscere le classifiche dei più popolari).
Il confronto-scontro fu inevitabile! Ogni blogger si impegnò a scrivere post sempre più arguti e pungenti e a postare a ogni ora del giorno e della notte per tenere viva l'attenzione sul proprio blog. E c'è chi arrivò a lasciare le proprie occupazioni, il proprio lavoro, per fare "del blog" un mestiere.
Ai più meritevoli fu proposto di pubblicare un libro e il blog si fece di carta e scese in tutte le librerie.
Ma cosa avevano di tanto interessante da dire questi blogger perché tutti impazzissero per loro?
Pare che scrivessero della propria vita personale, oppure commentassero fatti di attualità e politica, ma non era tanto quello che scrivevano, quanto l'opportunità di poterlo fare.
Per la prima volta era possibile far sentire la propria voce a un vasto pubblico, senza filtri e in democrazia. Internet aveva fatto il miracolo: aveva restituito la libertà di poter dire le cose e la sensazione di poter cambiare quello che non andava.
Pubblicato su Crak.it:
Gli utenti si riunivano in gruppi, scambiavano opinioni; non erano semplici spettatori, ma contribuivano attivamente ad arricchire lo spazio che occupavano. C'erano i fanatici dei forum, dei social network, del podcasting, ma furono soprattutto i blogger, che più di altri, crebbero e si moltiplicarono.
Come spesso accade quando un'entità prende coscienza di sé, ne scaturì una questione esistenziale: è nato prima il blog o il web 2.0.? O furono piuttosto l'uno una conseguenza dell'altro?
I Vulcaniani hanno le orecchie a punta e sono privi di emozioni; i Blogger sono autoreferenziali ed egocentrici (che caratteraccio!). Ma la rete non poteva più fare a meno di loro, tanto meno loro di loro stessi! Iniziarono a leggersi l'uno con l'altro, a scambiarsi commenti e a linkarsi. Inspiegabilmente qualche blog prese il volo in fatto di popolarità, nacquero le blog star e tutti furono interessati a conoscere le loro opinioni.
Se, ad esempio, accadeva un fatto nuovo in politica, era importante sapere come la pensava il tuo vicino di blog... I blogger, si sa, non hanno peli sulla lingua, e apprendere la notizia dalle loro pagine, era più divertente che leggerla sui giornali.
Alcuni blogger furono intervistati alla radio, altri invitati in seconda serata a trasmissioni televisive e la loro ascesa non sembrava avere mai fine.
Venne persino tracciata una mappa della blogosfera, come un atlante digitale di nuove realtà emerse dalla rete, e tenuto un registro di blogger (per conoscere le classifiche dei più popolari).
Il confronto-scontro fu inevitabile! Ogni blogger si impegnò a scrivere post sempre più arguti e pungenti e a postare a ogni ora del giorno e della notte per tenere viva l'attenzione sul proprio blog. E c'è chi arrivò a lasciare le proprie occupazioni, il proprio lavoro, per fare "del blog" un mestiere.
Ai più meritevoli fu proposto di pubblicare un libro e il blog si fece di carta e scese in tutte le librerie.
Ma cosa avevano di tanto interessante da dire questi blogger perché tutti impazzissero per loro?
Pare che scrivessero della propria vita personale, oppure commentassero fatti di attualità e politica, ma non era tanto quello che scrivevano, quanto l'opportunità di poterlo fare.
Per la prima volta era possibile far sentire la propria voce a un vasto pubblico, senza filtri e in democrazia. Internet aveva fatto il miracolo: aveva restituito la libertà di poter dire le cose e la sensazione di poter cambiare quello che non andava.
Pubblicato su Crak.it:
http://www.crakweb.it/fiat_blog,2,140.html