Mostra sui Simbolisti

Sono stata a Ferrara a vedere la mostra sui Simbolisti.
L'esposizione contemplava un centinaio di opere di artisti vari: da Moreau a Gauguin, a Gustave Klimt.
Ma a parte i soliti noti, usati più che altro per attirare il pubblico, ero lì sopratutto per la presenza di alcuni pre-raffaelliti - uno su tutti Burne Jones che è tra i miei preferiti - e per opere distinte come L'isola dei morti di Böcklin.
La mostra sembrava divisa in due parti:
la prima costituita da quadri a olio di medie e grandi dimensioni ad opera di artisti più conosciuti; da citare anche la scultura bronzea di Rodin ("La succube") e un paio di bassorilievi lignei di Gauguin.
La seconda, invece, mi è sembrata un po' più deludente sopratutto perché costituita da bozze e disegni di piccole dimensioni. Alcuni mi hanno fatto sorridere per la loro ingenuità e sembravano fumetti contemporanei alla Sclavi o diavoloni alla Devilman o regine Himika di Jeeg Robot d'acciaio.

Ho apprezzato la varietà del catalogo, la rilevanza che è stata data anche a nomi minori, l'atmosfera esoterica dei temi trattati (le opere non possono prescindere dai titoli che l'artista ha scelto come didascalia alle stesse) e un paio di quadri di Munch molto affascinanti.

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