Rosa di Plastica

Copertina Rosa di Plastica

Titolo Rosa di plastica
Autore Cannaviello Maura
Prezzo € 11,00
 
Dati 2007, 88 p., brossura
Editore Pagnini  (collana Tracce)


Romanzo, Pagnini editore (collana Tracce), 88 pp., 11,00 €, 2007

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Il romanzo quasi inchiesta è stato tradotto in tedesco ed è stato oggetto di una Tesi di Laurea in studi interculturali nel 18 giugno 2008.

Prefazione
La caducità delle cose, l'effimero del bello, l'incertezza della vita e le mille domande sull'esistenza. "Rosa di plastica" è un viaggio letterario e nell'immaginato che porta il lettore a vivere e sentire le gioie, le ambizioni, gli insuccessi e le aspirazioni di una giovane e rampante modella.
Prefazione a cura di Antonia Del Sambro (giornalista letteraria)

Di cosa parla il libro...
La storia si svolge in tre momenti temporali diversi, riconducibili ad altrettante feste, dove la musica e gli invitati differiscono per età e gusti. Il filo conduttore è il desiderio della protagonista di diventare una star, per superare l'insicurezza e l'assenza di valori che contraddistingue la sua generazione.
Maria Teresa Bermudez ci conduce nei dietro le quinte del mondo delle veline, del fashion, dei vip e di una vita all'insegna dell'effimero.
La bellezza diventa per lei e i suoi amici, lo strumento per essere accettati, per sfondare, per ricattare il prossimo e ottenere ciò che si desidera.
Pubblicare (sentirsi) Come a un matrimonio in infradito è stato inaspettato e una gioia immensa.
Finire di scrivere Rosa di plastica è stato molto travagliato perché, anche se nato dall'impulso del primo libro, per la sua stesura ho cercato un approccio più "tecnico", curando la struttura e il linguaggio, alla ricerca dei trend della mia generazione.

Riflessioni dell'autrice:
Durante la stesura di Rosa di Plastica, non erano ancora emersi i fatti di Vallettopoli, ovvero i ricatti ai personaggi del mondo dello spettacolo e della politica beccati in situazioni incresciose (sopratutto di sesso e prostituzione), che sono tutt'ora in corso d'esame. Mentre proseguono le indagini sulle intercettazioni e gli scatti proibiti, mentre Nina Moric si separa dal paparazzo Corona ed emerge sempre più melma dai nomi e dagli ambienti considerati dorati, mi accorgo di aver affrontato - in tempi non sospetti - qualcosa di attuale. Non tanto per il fatto di per sé o per le vicende private dei vip, quanto per il malcostume verso cui ci stiamo orientando. Perciò, anche se Rosa di Plastica non è un reportage giornalistico, né vuole fare della denuncia sociale, sono contenta se con questo mio secondo e modesto lavoro, sono riuscita a documentare un mood della mia generazione.

Estratto
(...)
Il suo viso era uno sfarfallio di luci e colori. Sembrava quello di un animale. La linea morbida del collo le sprofondava dolcemente dentro la maglietta e le finiva in mezzo ai seni. Perso in quell'incanto, nel silenzio del piano superiore, l'uomo si fece guidare dietro ad una porta. Era paralizzato davanti a tanta spudorata bellezza; ebbe una vertigine e non osò sfiorarla. Fu allora lei a fare la prima mossa benché il pensiero di toccarlo la ripugnasse; non tanto per una questione di sesso: come ad esempio fare sesso con un uomo che non si conosce, che non ci piace e che potrebbe essere il proprio padre. E neanche per l'idea di fare sesso senza amore, senza provare cioè quei sentimenti che ci permettono di concederci con fiducia a un'altra persona. Le avevano insegnato che l'amore era un'invenzione e che i sentimenti non erano altro che paure - di restare soli; di sentirci abbandonati - mascherate da fantasie romantiche.
Si trattava piuttosto dell'umiliazione di doversi vendere per ottenere qualcosa che le spettava di diritto, che tutti le avevano sempre detto di essere sua.
(...)

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