Tecniche SEO 2017 white hat

Seo tattiche 2017 white hat

Sei davvero sicuro che le tecniche SEO che conosci e che hai applicato fino ad oggi siano davvero corrette?

Magari lo sono state, il fatto è che nel panorama digital odierno, i “trucchi” che fino a poco tempo fa ti avevano fatto guadagnare la prima posizione su Google oggi possono essere inutili o addirittura dannosi per la tua SEO senza che tu nemmeno lo sappia!
Non ti preoccupare, nel post di oggi infatti ti parlerò delle migliori tecniche SEO White Hat 2017, in questo modo potrai confrontarle con quelle che usi attualmente e rivedere la tua strategia SEO.

Cosa intendo con SEO White Hat?

Mi riferisco all’applicazione di tecniche e strategie per posizionare il tuo sito web che sono conformi alle linee guida dettate dai motori di ricerca e che, contrariamente a quelle Black Hat, puntano alla creazione di contenuti con un valore reale per gli utenti.
Sei pronto? Iniziamo!

Migliora l’engagement sul tuo sito

Più un utente spende del tempo sulle tue pagine, più il contenuto che sta visualizzando è di suo interesse e quindi di valore. Google la pensa esattamente così!
Diversi studi hanno dimostrato la stretta correlazione fra il coinvolgimento dei tuoi utenti (come per esempio il time on page) e il posizionamento su Google (del resto Google sta spostando sempre di più il suo algoritmo di posizionamento sul valore delle informazioni fornite agli utenti).

Come puoi fare per migliorare l’engagement dei tuoi utenti?

Rendi i tuoi contenuti più facilmente consumabili

A nessuno piacciono i “muri di testo”, vero?
Formattare i tuoi contenuti per renderli più facilmente leggibili è uno degli aspetti più importanti su cui agire per migliorare l’engagement dei tuoi utenti.

Tecniche SEO 2017_leggibilità

Migliorarne la formattazione è molto semplice:
Tieni i paragrafi corti: cerca di limitare la lunghezza dei tuoi paragrafi ad un massimo di 2-3 righe, questo ti permetterà di trasmettere le informazioni agli utenti sotto forma di concetti chiari e sintetici così che possano essere ricordate più facilmente.

Usa i sottotitoli: se non lo sai già, gli utenti non leggono i contenuti che trovano sul web, li scannerizzano. Per aiutarli in questa “scansione”, utilizza i sottotitoli per evidenziare particolari su cui vuoi porre attenzione o per definire la fine di un concetto e l’inizio di quello successivo.

Sfrutta i punti elenco: il modo migliore per formattare una serie di dati (esempi, idee, statistiche, ecc.) è di inserirli all’interno di elenco puntato. Oltre che metterli in evidenza, così facendo permetterai ai tuoi utenti di concentrarsi meglio su ognuno.

Sfrutta le immagini all’interno del testo

Sapevi che il 90% delle informazioni che arriva al nostro cervello deriva da stimoli visivi?
L’utilizzo di contenuti multimediali ti aiuta a mantenere la già scarsa attenzione dei visitatori e rende la consumazione dei tuoi contenuti più piacevole.

Generalmente, il consiglio è di avere un’immagine ogni 200 parole circa, questo non vuol dire però che dovrai per forza andare alla disperata ricerca di immagini stock da inserire nei tuoi contenuti!
Puoi per esempio sfruttare passaggi del testo dove spieghi un procedimento step-by-step per inserire degli screenshot che illustrano il processo in modo molto più immediato.

Migliora il bounce rate

Oltre a formattare il testo in modo corretto e ad inserirvi le immagini, uno degli aspetti più importanti che influenza l’engagement del tuo sito web è il bounce rate.
In che modo?
Il bounce rate è la percentuale di utenti che accede al tuo sito da una determinata pagina e che lo abbandona dalla stessa, senza interagire ulteriormente con i tuoi contenuti.

Un percentuale di bounce rate alta è (per Google) sinonimo di una cattiva user experience che non invita gli utenti a voler consumare altri contenuti presenti sul sito.
Il risultato? Peggioramenti nel posizionamento delle tue pagine!
Fortunatamente esistono dei tool che ti aiutano a capire che cosa non funziona nella UX del tuo sito e con i quali potrai invogliare gli utenti a navigarlo o a leggere, per esempio, altri articoli.

Vediamoli insieme:
Crazyegg/Hotjar
Questi due tool, una volta installati sul tuo sito internet, ti permettono di visualizzare heatmaps (grafici che mostrano dove gli utenti hanno cliccato) e scrollmaps (mappe che ti mostrano fino a che punto gli utenti hanno scrollato la pagina) con le quali potrai migliorare il design delle tue pagine e dei tuoi contenuti.

Tecniche seo 2017_crazyegg-heatmap

Optimizely
Si tratta di un tool con il quale puoi fare A/B testing delle pagine del tuo sito web ed ottenere insights molto dettagliati. Il più grande vantaggio di questo tool è che ti permette, dettaglio dopo dettaglio, di costruire delle pagine con la sicurezza che ognuno degli elementi presenti sia a misura di utente.

Google Optimize
Così come per Optimizely, la funzione principale di questo tool di Google è quella di condurre degli A/B test sui contenuti del tuo sito web. Il vantaggio in questo caso sta nell’integrazione di questo tool con le Analytics del tuo sito web che risulta in una reportistica molto più dettagliata riguardo l’engagement degli utenti con le diverse varianti testate.

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Sfrutta la SEO YouTube

Se ancora non lo sai, oltre il 55% delle ricerche su Google ha almeno un video fra i risultati, di questi video, più dell’80% è caricato su YouTube.

Interessante vero?
Vediamo insieme come puoi sfruttare i contenuti video per posizionarti in prima pagina con determinate keyword/argomenti e generare quindi ancora più traffico al tuo sito.

Crea titoli SEO friendly e che invoglino gli utenti a cliccare

Il titolo del tuo video deve rispettare due regole allo stesso tempo:
Deve invitare gli utenti a cliccare la tua risorsa
– Deve contenere keyword rilevanti

Questo perché così come nella SERP di Google, riuscirai ad ottenere click dagli utenti solo con un buon compromesso fra queste due caratteristiche.
Un ottimo esempio può essere:

Sfrutta la descrizione dei video

Dato che Google non può “guardare i video”, si limiterà a leggerne titolo e descrizione per capire di cosa parli.
Il tuo obiettivo qui è infatti quello di creare dei veri e propri “blog post” che riassumono in modo dettagliato il tuo video dove inserire keywords principali e keywords long tail.

Fai video più lunghi e dettagliati

Così come per i contenuti scritti, i video più lunghi sono quelli che solitamente hanno il maggior numero di risorse utili per gli utenti e che quindi si posizionano meglio. Non ci credi?
Prova ad andare su YouTube e a digitare nella casella di ricerca la parola “wordpress”.

Tecniche SEO 2017_durata-video

Nonostante non esistano delle linee guida sulla durata ottimale di un video, cerca di fare video lunghi almeno 5-10 minuti in cui, passo dopo passo, illustrerai in maniera chiara i tuoi contenuti.

Site Speed e mobile friendly: due parametri fondamentali

Già dal lontano 2010 Google ha annunciato che la velocità di un sito web ed il suo essere responsive su tutti i dispositivi sarebbero diventati preso fattori di posizionamento.
Questo perché, come dimostrato da alcuni studi, gli utenti si aspettano che un sito si carichi in meno di 2 secondi oppure lo abbandoneranno.
Sempre dallo stesso studio, è emerso che il 79% degli utenti che riscontra problemi tecnici su un sito (non responsive, troppo lento, ecc.) non vi tornerà mai più.

Preoccupante vero? Cosa puoi fare per evitare di perdere tutti questi utenti?

Ottimizza le immagini

Ridurre il peso delle immagini presenti sul sito migliorerà di molto la velocità di caricamento delle singole pagine e quindi la velocità complessiva.
Per farlo, puoi utilizzare alcuni tool gratuiti online come per esempio TinyPNG e Kraken.io.

Sfrutta il browser caching

Il caching è il meccanismo con cui si memorizzano temporaneamente alcuni file web (come per esempio le immagini o il codice html) al fine di ridurre il tempo di caricamento degli elementi di una pagina. Se il tuo sito è costruito con CMS WordPress, puoi sfruttare il caching del browser grazie ad uno di questi plugin: W3 Total Cache e WP Super Cache.

Studia le query, non solo le keyword

Con l’evoluzione del suo algoritmo, Google attribuisce sempre più importanza alle query di ricerca (ovvero il reale intento di ricerca dell’utente) invece che alle singole keyword ed alla loro ottimizzazione.
L’obiettivo è di fornire risposte immediate alle ricerche degli utenti e se vuoi che anche il tuo sito rispetti questa logica, allora devi avere qualche piccola accortezza.

Organizza i tuoi contenuti in temi

Invece che scrivere tanti contenuti ottimizzati attorno a singole keyword, ottimizzali sulla base dell’utenza che interagisce con il tuo sito web.

Che cosa intendo? Mettiamo il caso che tu gestisca un blog dove i tuoi articoli parlano di WordPress a 360°.
A questo punto puoi ipotizzare che la tua utenza si divide in:
– Persone che vogliono aprire un blog e stanno capendo che cosa è WordPress e come funziona

– Utenti esperti che conoscono già WordPress e che sono alla ricerca di qualche “tip” interessante

Per targhettizzare questi utenti e organizzare i contenuti in modo logico, potresti per esempio creare tre sezioni dove inserire i tuoi articoli:
– Come creare il tuo primo blog su WordPress

– Come ottimizzare il tuo sito WordPress: Risorse e Plugin

Questo tipo di suddivisione permetterà ai tuoi lettori di interagire in modo più mirato ed immediato con i tuoi contenuti che da semplici articoli pieni di keyword diventeranno quindi vere e proprie risposte alle domande degli utenti.

Ricerca le giuste keyword

Nonostante le query influiscano sempre di più sul posizionamento, le singole keywords con cui ottimizzerai il tuo sito ed i tuoi contenuti sono comunque ancora molto importanti.
In fase di ricerca delle keyword, tieni a mente che è meglio puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Cosa intendo? Posizionarsi ed affermarsi per delle keyword specifiche della tua nicchia di mercato è un passo obbligato prima di dover passare a parole chiave più generiche dove la competizione è molto più elevata.
Ricorda, è molto meglio ottenere 10 conversioni da 100 visitatori piuttosto che 10 conversioni da 1000 visitatori!

Se ancora non li conosci, ecco qui due ottimi tool che puoi utilizzare per ricercare ed analizzare le keyword del tuo sito web:

SEMrush
A mio parere, il miglior tool per l’analisi dei competitor online lato SEO. SEMrush ti permette infatti di identificare i tuoi competitor organici, analizzare le keywords con cui si posizionano, confrontarle con le tue e ottenere una panoramica dettagliata su ognuna di queste così da poter identificare eventuali gap su cui spingere per migliorare il proprio posizionamento.

Ahrefs
Il Keywords Explorer di Ahref è forse il tool più preciso (come qualità dei dati forniti) fra tutti quelli disponibili online. Il suo database contiene infatti più di 170 paesi e i volumi di ricerca indicati per le parole chiave ricercate sono fra i più verosimili in assoluto.

Ottieni backlink di valore

Contrariamente a quanto potresti aver sentito, i backlinks sono ancora fondamentali per il posizionamento del tuo sito.
Quale miglior modo per Google di valutare l’utilità e l’autorevolezza di un contenuto se non basandosi sul numero di siti, persone e risorse che lo consigliano tramite un link?

Tecniche SEO 2017_profilo-backlinks

Quello che è effettivamente cambiato da qualche tempo a questa parte è il valore dei link in entrata. Se fino a poco tempo fa avere molti backlink equivaleva a un posizionamento migliore, oggi le cose sono cambiate.
Un profilo backlink composto da siti spam, commenti su altri blog o in generale link da siti poco autorevoli e facilmente replicabili sono più dannosi che utili! Il tuo obiettivo deve essere quindi ottenere backlink da siti autorevoli, pertinenti ai tuoi contenuti e con un discreto numero di follower.

Se vuoi saperne di più su come analizzare un backlink e il sito che lo fornisce, ti consiglio di leggere questa guida che ti spiega come condurre una Analisi SEO dettagliata.

Aiuta le tue pagine in seconda e terza posizione

Se il tuo sito web ha delle pagine posizionate in seconda o terza pagina per determinate query (dove quindi i tuoi contenuti sono praticamente invisibili), esiste un modo semplice per “aiutarle” a guadagnare posizioni nella SERP fino ad arrivare alla prima pagina.

Vuoi sapere come puoi farlo? Devi semplicemente individuare i tuoi contenuti che sono già in prima pagina e inserire link interni a quelle risorse.

Vediamo come fare:
1) Crea un nuovo progetto su SEMrush con il tuo sito web e avvia l’analisi “Position Tracking”. Una volta fatto, troverai una lista delle parole chiave con cui le tue pagine vengono indicizzate ed il loro relativo posizionamento.

2) Scarica il report in formato .csv e ordina per posizionamento in ordine crescente. Ricorda di selezionare solo i risultati visualizzati nella prima pagina.

Tecniche seo 2017_posizione-serp-top

3) Ora devi identificare le tue pagine più autorevoli. Per farlo dovrai utilizzare la funzione “Top Pages” di Ahrefs (in alternativa puoi analizzare pagina per pagina il tuo sito utilizzando la MozBar, l’estensione per Chrome).

4) Infine, dovrai modificare le tue pagine più autorevoli inserendo link, pertinenti e con anchor text sensati, alle risorse più deboli che hai identificato nel primo step.

Seguendo questo metodo, gli utenti avranno molte più possibilità di interagire con quei contenuti che, di conseguenza, miglioreranno mano a mano la loro posizione nella SERP.

Vuoi ricevere un esempio pratico di come Migliorare il posizionamento dei tuoi contenuti sui motori di ricerca passo dopo passo? Iscriviti per ricevere 4 video premium direttamente via mail.

Intervista gli esperti, aumenta le condivisioni

Intervistare gli esperti e raccogliere tutte le loro opinioni in un unico articolo è uno dei modi più efficaci per ottenere traffico al tuo sito per due motivi:
– Molti pareri (anche diversi) di esperti del settore attorno un determinato argomento sono sinonimo di sicurezza e utilità delle informazioni per i tuoi lettori.

– La maggior parte degli esperti intervistati sarà più che felice di condividere il tuo articolo e, di conseguenza, la tua esposizione aumenterà a dismisura.

Creare questo tipo di contenuto è abbastanza semplice:

1) Cerca gli esperti che ti servono online, per farlo puoi:

a. Utilizzare query di ricerca come “migliori blog di marketing 2016” oppure “migliori articoli sul marketing 2016” e fare una lista con i contatti di tutti gli autori che identifichi.

b. Cercare singolarmente i siti meglio posizionati e più seguiti utilizzando query come “seo blog”, “marketing blog”, ecc.

2) Definisci il topic che vorrai far trattare agli esperti, l’ideale sarebbe rispondere ad un dubbio specifico degli utenti (come per esempio come scegliere il giusto smartphone, la giusta auto usata, ecc.) oppure un argomento di tendenza in quello specifico periodo.

3) Contatta uno ad uno gli esperti che hai trovato chiedendo una riflessione personale di 50 – 100 parole riguardo l’argomento che hai scelto e, una volta scritto l’articolo, condividilo con ognuno di loro.

Non credi che questa tecnica funzioni davvero? Allora dai un’occhiata a questo post di Internet Business Cafè che ha sfiorato le seimila condivisioni applicando proprio questo principio!

Tecniche SEO 2017_condivisioni-esperti

Conclusione

Spero che queste tecniche ti siano utili per migliorare il posizionamento del tuo sito web ed ottenere più traffico. Ricorda di analizzare con cura tutte le informazioni che raccoglierai in fase di applicazione di queste tecniche così da monitorare i benefici che ti porteranno. In questo modo, potrai capire quale è stata quella più efficace e quindi poterla scalare il più possibile.

Se hai qualche domanda o non ti è chiaro qualcosa, lascia un commento qui sotto e sarò felice di poterti dare una mano!

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2 commenti

  1. Giampiero Ferrante 16 aprile, 2017 Rispondi
    • Edoardo 18 aprile, 2017 Rispondi

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