5 strumenti gratuiti per la cura dei contenuti

Content curationIniziare con la definizione di “content curation” (cura dei contenuti) è un buon modo per fare ordine tra le tante informazioni che circolano in rete intorno a questo argomento. Infatti, con questa attività, si intende proprio di scremare l’enorme quantità di dati a nostra disposizione.

L’attività di content curation è cioè trovare, selezionare e condividere i contenuti più interessanti su un determinato tema, come articoli, post, video, foto, applicazioni, tweet, è utile sia al semplice navigatore che vuole tenersi informato sia a chi del web ne ha fatto il suo mestiere.

In ogni caso, ci vengono in soccorso alcuni tool molto utili per “prenderci cura” dei contenuti che ci stanno a cuore.

Che cosa è la content curation?

Anzitutto va fatta una distinzione tra contenuti originali e contenuti curati. Produrre contenuti originali è molto più oneroso da realizzare in termini di tempo e di risorse economiche, ma risulta più proficuo a livello di traffico SEO (Search Engine Optimization) e di condivisioni social, così come mostra questo grafico.
I contenuti curati sono quelli originati da terze parti e ricondivisi online. Ma fare content curation non significa limitarsi a un copia e incolla di un’informazione trovata in rete. Tecnicamente, anzi, il contenuto dovrebbe uscirne arricchito e quindi migliore rispetto all’originale, perché completo.

A cosa serve la content curation?

Per gli specialisti del web, come gli influencer e i social media manager, è un’attività fondamentale per svolgere il proprio lavoro, infatti è utile a:

  1. trovare spunti di argomentazione intorno ai quali costruire e rafforzare il dialogo con i propri follower;
  2. realizzare contenuti originali come articoli e inchieste, arricchiti da chart, grafici, statistiche, interviste, con la possibilità quindi di andare veramente a fondo su un determinato tema;
  3. rimanere sempre aggiornati sulle proprie aree di competenza e anche per arricchire i diversi canali media gestiti con informazioni e suggerimenti interessanti;
  4. trovare e selezionare nuove fonti autorevoli da cui trarre le migliori informazioni per i propri contenuti perché provenienti da fonti specializzate;
  5. organizzare rassegne stampa intorno a uno specifico argomento risparmiando tempo nella ricerca manuale;
  6. diventare sempre più competenti nel settore di interesse proprio per il tipo di informazioni a cui si è esposti;
  7. costruire nuovi legami con altri professionisti del proprio settore.

Tool per la content curation

Per fare content curation è necessario selezionare un argomento di interesse e scovare delle fonti autorevoli. Questo è possibile farlo impostando dei Feed su siti di informazione e attualità, su portali e iscrivendosi a forum, a canali social di interesse e a Gruppi specifici, con molto dispendio di tempo e fatica.

Ci sono però anche altre piattaforme per questo scopo. Vediamo qualche esempio.

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  • Storify è il tool che permette di raccontare una storia utilizzando i social media. Tanto che il suo motto è “Make the web tell a story” (più o meno, fa che il web racconti una storia). Si può iniziare seguendo le storie pubblicate “in primo piano” o facendo una ricerca per key o hashtag o ancora per Canali tematici come News, Istruzione, Brand, etc. Entrando con il proprio account Facebook o Twitter vengono inoltre importati i propri contatti con cui si può iniziare a condividere una storia. Il primo passo è quindi cercare un argomento e scegliere i materiali tra foto, articoli, video. Poi dare un nome alla storia, aggiungere dei commenti e condividerla.
  • Paper.li è un’altra piattaforma per trovare nuovi contenuti e fare content curation. La piattaforma elabora automaticamente oltre 250 milioni di messaggi di social media al giorno, estraendo e analizzando più di 25 milioni di articoli. Si può creare un proprio profilo e un layout responsive per il mobile, a cui collegare dei feed.
  • Flipboard aggrega i Feed RSS di magazine e blog in un’interfaccia accattivante, che è possibile customizzare. Come se fosse una rivista che raccoglie più riviste, si può sfogliare anche da mobile (disponibile solo per IOS). Inoltre, gli argomenti si possono selezionare direttamente durante la navigazione, tramite l’apposito pulsante “+Flip it”. Si sceglie un layout per la nostra pagina e quindi la modalità con cui tenere archiviate le notizie che ci interessano.
  • Feedly è un altro aggregatore di Feed RSS venuto alla ribalta dopo lo spegnimento di Google Reader. Questo strumento consente di salvare gli indirizzi di siti e blog organizzandoli in cartelle e, anche in questo caso, di personalizzare la modalità di visualizzazione dei contenuti. Da poco, inoltre, è stata lanciata la versione mobile per Apple, Android e Kindle oltre a un’interessante novità: la collaborazione con Evernote, l’applicazione utile a creare velocemente meno testuali, fotografici e anche audio e impostare alert per ricordarti qualsiasi cosa. Ora, infatti, si può accedere a Feedly anche attraverso l’account di Evernote che si aggiunge a quelli già autorizzati come Twitter, Facebook e Google Plus.

Queste piattaforme, come molte altre, sono free (solo in alcuni casi è richiesta l’estensione a un servizio premium, ad esempio per ottenere una newsletter) e funzionano molto bene. La scelta è personale e spesso dettata dall’abitudine, nel senso che si finisce per usarne una e si continua con quella perché è lì che abbiamo già iniziato a costruire la nostra attività di content curation. E’ comunque possibile utilizzarne più di una per sfruttare tutti le opzioni che vengono offerte.

Comunque ultimo consiglio da tenere a mente, è sempre bene verificare i contenuti reperiti attraverso le fonti e non lasciare che la pubblicazione/condivisione sia totalmente automatica o attraverso il semplice copia e incolla.

Conosci altri strumenti per la content curation che utilizzi e vorresti consigliare? Lasciami un commento. A presto!

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