Tool per la content curation. Perché curare i contenuti?

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Content curationIniziare con la definizione di “content curation” (cura dei contenuti) è un buon modo per fare ordine tra le tante informazioni che circolano in rete intorno a questo argomento. Infatti, con questa attività, si intende proprio di scremare l’enorme quantità di dati a nostra disposizione.

L’attività di content curation è cioè trovare, selezionare e condividere i contenuti più interessanti su un determinato tema, come articoli, post, video, foto, applicazioni, tweet, è utile sia al semplice navigatore che vuole tenersi informato sia a chi del web ne ha fatto il suo mestiere.

In ogni caso, ci vengono in soccorso alcuni tool molto utili per “prenderci cura” dei contenuti che ci stanno a cuore.

Che cosa è la content curation?

Anzitutto va fatta una distinzione tra contenuti originali e contenuti curati. Produrre contenuti originali è molto più oneroso da realizzare in termini di tempo e di risorse economiche, ma risulta più proficuo a livello di traffico SEO (Search Engine Optimization) e di condivisioni social, così come mostra questo grafico.
I contenuti curati sono quelli originati da terze parti e ricondivisi online. Ma fare content curation non significa limitarsi a un copia e incolla di un’informazione trovata in rete. Tecnicamente, anzi, il contenuto dovrebbe uscirne arricchito e quindi migliore rispetto all’originale, perché completo.

A cosa serve la content curation?

Per i professionisti del web, come gli influencer e i social media manager, è un’attività fondamentale per svolgere il proprio lavoro, infatti è utile a:

  1. trovare spunti di argomentazione intorno ai quali costruire e rafforzare il dialogo con i propri follower;
  2. realizzare contenuti originali come articoli e inchieste, arricchiti da chart, grafici, statistiche, interviste, con la possibilità quindi di andare veramente a fondo su un determinato tema;
  3. rimanere sempre aggiornati sulle proprie aree di competenza e anche per arricchire i diversi canali media gestiti con informazioni e suggerimenti interessanti;
  4. trovare e selezionare nuove fonti autorevoli da cui trarre le migliori informazioni per i propri contenuti perché provenienti da fonti specializzate;
  5. organizzare rassegne stampa intorno a uno specifico argomento risparmiando tempo nella ricerca manuale;
  6. diventare sempre più competenti nel settore di interesse proprio per il tipo di informazioni a cui si è esposti;
  7. costruire nuovi legami con altri professionisti del proprio settore.

Tool per la content curation

Per fare content curation è necessario selezionare un argomento di interesse e scovare delle fonti autorevoli. Questo è possibile farlo impostando dei Feed su siti di informazione e attualità, su portali e iscrivendosi a forum, a canali social di interesse e a Gruppi specifici, con molto dispendio di tempo e fatica.

Ci sono però anche altre piattaforme per questo scopo. Vediamo qualche esempio.

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  • Storify è il tool che permette di raccontare una storia utilizzando i social media. Tanto che il suo motto è “Make the web tell a story” (più o meno, fa che il web racconti una storia). Si può iniziare seguendo le storie pubblicate “in primo piano” o facendo una ricerca per key o hashtag o ancora per Canali tematici come News, Istruzione, Brand, etc. Entrando con il proprio account Facebook o Twitter vengono inoltre importati i propri contatti con cui si può iniziare a condividere una storia. Il primo passo è quindi cercare un argomento e scegliere i materiali tra foto, articoli, video. Poi dare un nome alla storia, aggiungere dei commenti e condividerla.
  • Paper.li è un’altra piattaforma per trovare nuovi contenuti e fare content curation. La piattaforma elabora automaticamente oltre 250 milioni di messaggi di social media al giorno, estraendo e analizzando più di 25 milioni di articoli. Si può creare un proprio profilo e un layout responsive per il mobile, a cui collegare dei feed.
  • Flipboard aggrega i Feed RSS di magazine e blog in un’interfaccia accattivante, che è possibile customizzare. Come se fosse una rivista che raccoglie più riviste, si può sfogliare anche da mobile. Inoltre, gli argomenti si possono selezionare direttamente durante la navigazione, tramite l’apposito pulsante “+Flip it”. Si sceglie un layout per la nostra pagina e quindi la modalità con cui tenere archiviate le notizie che ci interessano.

Queste piattaforme, come molte altre, sono free (solo in alcuni casi è richiesta l’estensione a un servizio premium, ad esempio per ottenere una newsletter) e funzionano molto bene. La scelta è personale e spesso dettata dall’abitudine, nel senso che si finisce per usarne una e si continua con quella perché è lì che abbiamo già iniziato a costruire la nostra attività di content curation. E’ comunque possibile utilizzarne più di una per sfruttare tutti le opzioni che vengono offerte.

Comunque ultimo consiglio da tenere a mente, è sempre bene verificare i contenuti reperiti attraverso le fonti e non lasciare che la pubblicazione/condivisione sia totalmente automatica o attraverso il semplice copia e incolla.

Conosci altri strumenti per la content curation che utilizzi e vorresti consigliare? Lasciami un commento. A presto!

Maura Cannaviello

Maura Cannaviello

Autrice di romanzi e racconti. Mi occupo di web marketing, content curation, social media e web analysis - @marghette
Maura Cannaviello
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